Baciami ancora
A cura di: Grazia Pia Licheri
La storia di Carlo e Giulia, e dei loro amici, la coppia Marco-Veronica, Paolo, Livia, Adriano e Alberto, prosegue sulla scia dei vecchi e dei nuovi errori, lungo i traguardi raggiunti, inseguendo i desideri ancora irrealizzati e provando a dimenticare le delusioni che li hanno cambiati e che li hanno trasformati in adulti. Dai ragazzi trentenni che non volevano crescere, i protagonisti de ‘L’ultimo bacio’ sono oggi uomini e donne più maturi, padri e madri che affrontano in maniera più decisa i loro problemi, ai quali trovano talvolta la soluzione meno semplice(da http://www.movieplayer.it/film/21898/baciami-ancora/).
Ci si aspetterebbe un film sentimentale, un film che esprime un amore idillico e struggente che si nutre di quell’ultimo bacio che non è mai l’ultimo, perchè non basta mai. Perlomeno, io mi aspettavo questo. Da quanto questo film ha fatto parlare di sè mi aspettavo un capolavoro di tutti i tempi, un “Titanic” all’italiana. Nulla di più sbagliato e lontano dalla realtà. Fatto bene, bella recitazione da parte di tutti gli attori del cast, da Accorsi alla Puccini a Pierfrancesco Savino e Claudio Santamaria, buona espressione delle contraddizioni e delle angosce dell’animo umano e della psiche, che nonostante quanto possa essere studiata non sarà mai realmente compresa sino in fondo, perchè è più grande e più profonda di noi stessi. Lodevole nella crudezza e nella aderenza alla quotidianeità di noi esseri umani, che siamo rappresentati nella nostra veste di comuni mortali, e non ci sentiamo spettatori di una fiaba a lieto fine, ma della nostra società proiettata sul grande schermo. Molto significativa e bella la scena simbolica in cui uno dei protagonisti, ritornato e rifiutato da suo figlio dopo una fuga durata tanti anni, appende un Cristo crocifisso al muro di una chiesa e scendendo dalla scala lo fissa per qualche secondo, quasi come se esprimesse con quello sguardo il proprio pentimento e la propri sofferenza. E’ un film che lascia un’amara riflessione, che inquieta, come dovrebbero fare tutti i buoni libri e i buoni film (Dickens docet): dove è il confine tra normalità e follia, tra vita e morte, tra amore e odio?
Nonostante tutto, però, qualche conto non mi è tornato. Tradimenti su tradimenti, una donna un pò strana, un personaggio folle, storie intrecciate che partono da coppie di amici, la morte finale di uno di questi e la semplice constatazione che la morte è qualcosa di naturale che fa parte della vita (e su questo pensiero tornano tutti a sorridere insieme e a vivere). Questi elementi mi sanno di già consumato, di masticato, di digerito. In poche parole non sono portatori di originalità, anzi mi è sembrato di trovare nel film una traduzione reinterpretata del copione di “Saturno Contro” di Ozpetek, anche se- per carità- la critica cinematografica non è l’ambito che mi vede più informata, quindi potrei sbagliarmi. In poche parole bel film per chi vuole una trama problematica e mediamente impegnata, ma non è il massimo nel suo genere, e nemmeno in confronto agli altri film di Muccino. Se dovessi dare un voto in decimi non salirei oltre un 7. Se qualcuno lo ha visto o lo vedrà, a voi la parola e la possibilità di confermare o confutare i miei giudizi.
Qui la trama e il cast : http://www.mymovies.it/film/2010/baciamiancora/





