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Archivio per la categoria ‘Music on Courier’

Music On Courier – No Heaven

8 novembre 2009 Mr_Rud Nessun commento

uscito un pò male, non me ne vogliate ;)

A Cura di: Mr Rud

Se c’è un posto in questo mondo in cui l’uomo può rifugiarsi dalla civiltà, scampare alla tecnologia e immergersi nella sua più intima natura, questa è la discoteca.
Il sogno di un antropologo, diviso dal luogo di studio ideale solo dai rapporti delle stragi del sabato sera.
Niente di più semplice, la vita da discoteca affascina perché è semplice, comprensibile, addirittura basilare se confrontata alla sua controparte giornaliera, in cui variabili sconosciute permangono nelle nostre vite, le contorcono e le complicano in maniera esponenziale, sfigurandole della loro bellezza e della loro accessibilità. Perché una ragazza di vent’anni dovrebbe preferire l’esame non superato, la mancanza di soldi o il ragazzo idiota alla cinetica inebriante che si prova quando si è la regina del cubo ? Tutto ciò in fondo non fa che ricordarci dei nostri tempi passati, quando eravamo cacciatori/raccoglitori e quando l’unica dimostrazione della nostra vittoria giornaliera era la nostra sopravvivenza personale, la gratificazione della giornata e la promessa di una nuova sfida per il giorno dopo.
In fondo l’uomo si è rovinato la vita due volte: la prima quando piantò il primo chicco di grano nella terra, creando così una proprietà e una patria da dover proteggere, la seconda quando cominciò a guardare il cielo, creando un dio per cui dover combattere.
Niente di questo nella discoteca: solo il caldo abbraccio della folla che avvolge l’individuo, mentre la musica rimbombante nelle vostre orecchie costituisce l’unico minimo comune multiplo che vi accomuna.
Io ne ho viste di discoteche; le ho viste nascere, crescere, arrivare all’apice e poi morire, distrutte dalla stupidità dei discotecari, convinti che ogni discoteca fosse diversa, che ogni discoteca corrispondesse ad una moda, ad un preciso momento x nello spazio e nel tempo, convinti di poter cambiare la loro natura semplicemente cambiando la destinazione del sabato sera.
Stronzate. Esiste una sola discoteca al mondo, proprio come La puttana, solo che ha facce diverse disseminate in tutto il mondo. Facce tristi, allegre, piene di puzza sotto il naso, birichine, multiformi e persino sofisticate. Ma in fondo queste non hanno nessuna importanza: l’annullamento della discoteca è sempre lo stesso e non cambierà mai.

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Music On Courier (6) – Piromani

15 ottobre 2009 Mr_Rud Nessun commento

Cambiamo un pò. Enjoy :)

A Cura di: Mr Rud


Righetti ne aveva viste di cose succedere alla Centrale: nei suoi trentanni di carriera ne aveva di storie da raccontare ai suoi nipoti: corti nei sistemi interni, corse al reparto manutenzione per evitare sovraccarichi, incidenti che avrebbero fatto impallidire i bookmakers delle morti bianche, le facce di impotenza dei suoi colleghi ad ogni morte, maschere funeree che sotto la coltre di dispiacere si limitavano a gridare: “Non è successo a me ! Sono ancora vivo !”.
Ne erano successe di cose, anche bizzarre, ma nessuno aveva mai visto qualcosa di più macabro del ritrovamento del 10 Novembre, quando la centrale aveva cessato di funzionare per 15 minuti, a causa del repentino spegnimento del trasformatore principale.
Dopo cinque minuti dal fatto Righetti ricevette la telefonata del superiore, il quale gli intimava di venire subito alla centrale per controllare cosa era successo; il tecnico era già in viaggio quando interruppe la chiamata. A causa dell’interruzione di corrente gli allarmi di mezzo paese erano scattati, creando una sinfonia tanto forte quanto straziante, che continuava a imperversare persino all’uscita dal centro abitato. Arrivato alla recinzione ricevette la seconda chiamata: “Vai al trasformatore” gli gridò la voce; lui eseguì senza controbattere, sentendosi ancora più stanco di prima, mentre si avvicinava al grosso trasformatore.
Sul posto c’erano già quattro operai con torce giganti, di quelle che venivano usate nelle grotte, erano tutti allineati di fronte a 4 bobine secondarie, come un plotone di esecuzione pronto a fare fuoco; non si mossero finché il loro capo non si avvicinò abbastanza da poter illuminare il lato del trasformatore con le luci della sua auto. In quel momento uscirono dalla loro trance e si girarono verso la macchina, i volti coperti dalla nausea.
“Bhe ? Che è successo ?” disse Righetti, seccato dal fatto che nessuno dei suoi sottoposti non avesse ancora aperto bocca, poi vide da sé cos’era successo.
Tre corpi, irriconoscibile, carbonizzati, stretti in un abbraccio mortale alle bobine della centrale elettrica, appesi da fili spettrali e ancora in posizione eretta, con le mani unite tra le spirali e il metallo delle bobine.
L’odore di bruciato arrivò dopo, insieme ai conati e alla cena di 2 ore prima, uscita però dalla parte sbagliata del corpo di Righetti, ora chinato nella speranza di non sporcare i suoi indumenti. In quei momenti notò la borsa che stava a terra, come in un momento di rivelazione catartica. Il capo suppose subito che apparteneva ad uno dei corpi ormai asessuati posati sulla parete del trasformatore. La prese per la tracolla e si sedette sul cofano della macchina, cercando di esaminare il suo interno nella speranza di trovare qualche documento.
La borsa apparteneva a sua figlia, Laura Righetti.
Il capo non traballò, non ebbe alcun tuffo al cuore, non si mosse di un muscolo finché non senti le sirene dei pompieri riecheggiare in lontananza. L’unica emozione che riuscì a provare fu la rabbia nei confronti di sua figlia, la quale lo costrinse a vederla morire non una ma due volte: la prima quando incominciò ad autodistruggersi a causa della sua tossicodipendenza, e allora sulla parete di quel trasformatore, il quale bruciò la ragazza molto più velocemente di quanto avrebbe fatto l’eroina.
Prese il documento e se lo mise in tasca, maledicendo la montagna di scartoffie che avrebbe dovuto compilare la mattina seguente.

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Music On Courier (5) – The Saddest Song

11 ottobre 2009 Mr_Rud Nessun commento

Scusatemi per il ritardo, ma questo è uno di Music On Courier che “doveva uscire così”. Qualsiasi cosa ciò significhi. Enjoy :)

A Cura di: Mr Rud



La fine di una vacanza, anche se breve, è sempre un avvenimento di passaggio e in quanto tale causa sempre sentimenti contrastanti. Non parlo di roba da terza elementare; quella del tipo “Evvai ! Dopo tre mesi rivedrò tutti i miei amici”, dall’alto dei miei vent’anni, ormai ho passato quella fase. Sia ben inteso: non lo dico con il cinismo dell’erudito o con la convinzione che sono un uomo migliore rispetto a quando avevo dieci anni. È soltanto consapevolezza, pura e semplice. Periodi diversi causano emozioni diverse, quindi è normale non pensarla più come una volta.
C’è sempre però un momento ben preciso che mette un punto al periodo appena passato, un concatenazione di eventi, oppure un contesto, che ti grida chiaro e tondo: “Adesso è finita, si ricomincia”. E in questo ultimo caso, è stato un gran bel momento.
Ero appena tornato a casa dopo aver perso ad una Texana a casa di un mio amico, avevo mancato la finalissima con un All In un po’ azzardato fregato all’ultimo momento dal River, 5 Euro persi a causa di una regina di fiori, gioia e giubilo al mio avversario mentre io sganciavo la somma con una smorfia e tanto rammarico, chiedendomi inutilmente cosa fosse andato storto; mentre entro a casa noto il divano del soggiorno bello e pronto con le mie lenzuola, e allora la mia mente compie l’operazione matematica più facile della storia dopo il famigerato due più due: i parenti di mia madre dormivano da noi quella sera, ciò voleva dire che la mia camera era occupata. Mi dispiace bello: stanotte fai tu da pranzo alle zanzare tigre.
Faccio la seconda smorfia della serata, noto che mia madre mi aveva concesso il lusso di usare i miei pigiami e vado a togliere le scarpe; noto che la luce nella camera di mia sorella era ancora accesa, allora la possibilità di un confronto a notte fonda mi solletica troppo per ignorarlo, quindi apro la porta sperando di farla incazzare un po’.
E invece stava dormendo; a braccia conserte davanti ad una pagina di facebook.
In un istante tutti i film che ritraevano ragazzi che si addormentavano sui libri incominciano a pervadere la mia mente, sottolineati dall’ironia costituita dalla sostituzione del libro con facebook: volevano farti credere che dovevi passare notti insonni a studiare, ma le nuove generazioni sono mosse ormai da un altro bisogno primario: non vogliono essere soli, nemmeno per un istante prima di chiudere gli occhi. Sveglio mia sorella e dico anche una battuta, ma lei è troppo frastornata per capirla; quando chiudo la porta alle mie spalle è già tornata nel mondo dei sogni.
Torno e mi sdraio sul mio giaciglio quasi improvvisato, e penso: mi hanno negato la vittoria, poi la famigliarità della mia camera e anche il beneficio di una piccola vendetta. Che serata, cazzo.
È triste, eppur non mi dispiace.

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Music on Courier (4) – Astronomy

10 luglio 2009 Mr_Rud Nessun commento

Salve a tutti, scusate il ritardo, ma non stavo trovando la canzone giusta. Enjoy :)

A Cura di: Mr Rud

“Sei sicura di volerlo fare ? E’ molto pericoloso”.

Si trovavano nella cabina di comando della Galatea. Immobili, rimanevano a guardarsi a vicenda, cercando di scrutare i pensieri e le intenzioni dell’altro. Lui aveva ancora la divisa, insieme all’equipaggiamento di ordinanza. Lei era armata solamente della sua curiosità, mentre il suo vestito di seta continuava a mostrare le sue forme perfette, frutto di una vita difficile ma giusta, la quale aveva preteso tanto, ma non aveva mancato di dare.

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Music On Courier (3) – Devil’s Waiting

2 luglio 2009 Mr_Rud Nessun commento

Niente di speciale, ma la canzone è veramente bella !

A Cura di: Mr Rud

“Sono felice che tu mi abbia … contattato, diciamo. Per me questi sono tempi bui e offerte del genere, almeno per me, vanno assolutamente prese. Finiscono più presto di una rivendita di schiavi all’Havana nel ’12”.

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Music on Courier (2) – Moonlight and Vodka

25 giugno 2009 Mr_Rud 4 commenti

Salve a tutti. Questa canzone è una “vecchia perla preziosa” della mia storia personale e ascoltarla oggi, con la stagione d’esame alle porte, è un’emozione indescrivibile. Ho cercato di tirarne fuori qualcosa ed è uscita questa “impressione”. Buon ascolto (e buona lettura).

A cura di: Mr Rud


Mai ero rimasto così immobile per così tanto tempo. Seduto sul letto dell’hotel, con la cornetta tra le mani, cercavo di far compiere dei micromovimenti ai miei muscoli, tentando inesorabilmente di uscire dalla stasi che mi aveva ammaliato. Nonostante ci provassi fino allo spasmo, in mio corpo rimaneva fisso come un monolito. Incapace di esprimere vita tramite una qualsiasi forma di movimento.

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Music On Courier (1) – Aurora Sogna

18 giugno 2009 Mr_Rud Nessun commento

Salve a tutti, come va ? Dopo “La Frase della Settimana” vi propongo umilmente questa rubrica, nella quale riporterò una canzone e un breve racconto (sarebbe meglio dire suggestione) incentrato, più o meno, al testo del video allegato. Questa rubrica è nata dal desiderio di portare avanti una diversa prospettiva della musica: non più vista solo come strumento di intrattenimento, ma anche come punto di partenza per un eventuale percorso creativo parallelo. Enjoy :)

A Cura di: Mr Rud

Vespro lo guardava con occhi distratti: l’operazione per lei era un semplice formalità, un atto di routine come un altro: semplice, sottotono, ignorabile; proprio come lavarsi i denti o indossare le scarpe. Nonostante l’operazione fosse spaventosa a guardarsi, lei sembrava non battere ciglio, tenendo gli occhi fissi sul soggetto seduto sul silicator, spostando di volta in volta lo sguardo sul display, controllando e annotando i dati clinici del tester, il quale stava mutando proprio davanti ai suoi occhi.

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