ComicCult DVD
Bene bene, la sensazione di esseremi imbarcato in un’impresa più grande di me non l’avevo mai provata. No, neanche iscrivendomi ad ingegneria. Ma ora l’amaro di tale orrenda sensazione si fa sentire consistente in bocca. Mi spiego. Era stato da noi più e più volte annunciata la realizzazione di un cofanetto composto da 6 DVD contenenti le riprese effettuate alla prima e fin’ora unica edizione di ComicCult, la fiera del fumetto del Grande Salento. Era quasi tutto pronto: i filmati (anche se non nella massima qualità, colpa del formato usato … abbiamo imparato la lezione), le “etichette tonde” da applicare sui dischi, la copertina, le custodie ed i dvd vuoti (acquistati a spese nostre). Ma allora, se tutto era stato già ampiamente annunciato e tutto era quasi pronto, perché si ha la sensazione di esserci imbarcati in un progetto più grande di noi? Perché essendo per noi il primo “lavoro” di questo tipo abbiamo puntato troppo in alto. E poi, signori miei, data l’improvvisazione generale del nostro lavoro (ricordo, opera prima xD), abbiamo da battere due nemici molto più grandi, forti e cattivi di noi: la SIAE e la LEGGE SULLA PRIVACY.
Partiamo dalla prima: nei dvd abbiamo inserito delle canzoni commerciali per le quali si deve pagare la SIAE. E la cosa non è facile: tale ufficio vuole essere pagato anche se il tuo lavoro non è a scopo di lucro, vuole sapere su che immagini metti le canzoni per chiedere l’approvazione alle varie case discografiche, vuole un guadagno sulle percentuali e soprattutto vuole troppe carte ed esige troppo tempo ed attenzione. Voi direte: “Ma perché non sostituite le musiche con canzoni libere non soggette al controllo SIAE?”. Beh, sarebbe possibile, ma come la mettiamo con i filmati di “Gente di Cartoonia” e della cerimonia di chiusura (che costituiscono, in quanto a durata, una buona età delle riprese) nei quali i Raggi Fotonici suonano le loro canzoni regolarmente depositate in SIAE? Ecco, intravedo un cane che si morde la coda. Bene, discutiamo ora il secondo punto. La PRIVACY come è concepita ora è una delle più grosse e grasse puttanate esistenti sulla faccia della terra. Cioè, noi, pur avendo fatto riprese ad una manifestazione PUBBLICA, riprese a gente che stava su un palco e sapeva di poter essere ripresa, e pur usando queste riprese non per scopo di lucro, ci troviamo sommersi in un groviglio di leggi ed impedimenti assurdi. Dobbiamo farci firmare le liberatorie per la privacy da tutti coloro che compaiono nei filmati … una buona parte di loro ci ha aiutato e ha firmato i moduli sperando di ricevere presto il DVD. Ma come fare con le persone “inrittracciabili” come Davide Perino e Leonardo Graziano? Come fare con i Raggi Fotonici che hanno un ufficio stampa a cui dare conto? Come fare con le autorità politiche e non che compaiono nella cerimonia di chiusura? Come fare con Yoshiko Watanabe? Come fare con i Cosplayer? E coi minori? Noi non abbiamo un ufficio stampa che ci faccia a tempo pieno il lavoro sporco, non abbiamo delle segretarie, non abbiamo assistenti da mandare ing iro per l’Italia a far firmare documenti. Non abbiamo i soldi e non abbiamo il tempo. Morale della favola? Ora come ora il cofanetto di DVD non è cancellato ma BLOCCATO a tempo indefinito. Non siamo nelle condizioni di farlo uscire. Eppure ci piange il cuore: gran parte del lavoro era fatto, le materie prime già abbondatemente comprate e pagate (ora stanno a marcire nel garage di casa mia), la corrente elettrica consumata ed i computer usurati. Ah, ma so già che vi stanno balenando in testa un paio di soluzioni … no, elimando i filmati impubblicabili per le ragioni di cui sopra verrebbe un qualcosa di così spezzettato, incoerente e barboso. E no, oscurando i volti e le voci delle persone che non hanno firmato le liberatorie uscirebbe un papocchio di proporzioni colossali. Tutto ciò sarebbe solo un aborto multimediale ed uno spreco di materie prime. E per gli aborti multimediali esistono Google Video, Youtube e Blip.tv.
E non vogliamo arrischiarci a violare la legge, si pagano cari i peccati di gioventù. E la vita non è un film.
E per il Festival del Cinema Europeo? Questa è un’altra storia …
Gianluca Sabato






