Ed ecco il primo editoriale di Mr_Rud. A dir la verità questo pezzo non è nato con l’attuale destinazione d’uso, ma mi sembrava un buon cincentivo per il buon Rud in maniera tale da poter leggere qualche suo bell’editoriale.
Gianluca Sabato
A Cura di: Mr Rud
E’ bello vedere come il ruolo dei videogiochi nella società sia cambiato negli ultimi tempi. Nonostante il settore venga considerato ancora dai più una “nicchia”, vari episodi hanno dimostrato che i videogames stanno assumendo sempre più una presenza solida nel panorama delle nostre vite; in questo senso, bisogna rispolverare il vecchio detto per cui “non esiste pubblicità negativa”, il quale ben si applica a vari episodi di “stupidità”, o per meglio dire di “ottusità” da parte delle persone “colte”: basti pensare all’hype creato dalla scena di sesso presente nel videogioco Mass Effect (Bioware), oppure al triste episodio che ha coinvolto Rockstar Games e il suo discusso franchise Grand Theft Auto, il quale si è vista recapitare a casa una ingiunzione per otto milioni di dollari a causa del contenuto esplicito presente in una mod creata dalla comunità del gioco, tale Hot Coffee.
Questi episodi rappresentano il peggio dell’esposizione videoludica nella mainstream, ma di contro dimostrano anche un altro fatto molto più interessante: i videogiochi non sono più ristretti ad una ristretta cerchia di hardcore gamers ma costituiscono un medium fondamentale nella nostra routine, paragonabile a cinema, musica e televisione e, in quanto tale, godono della stessa complessità strutturale e della stessa propensione alla critica dei mezzi di comunicazione sopra citati.
Un esempio di quanto i tempi stiano maturando è la proposta di boicottaggio mossa contro il XBLA title Shadow Complex, prodotto da Chair Enterteinement e Epic Studios.

Per chi non lo sapesse, Shadow Complex (d’ora in poi SC) è un gioco d’azione bidimensionale sulla scia dei classici Super Metroid e Castlelvania, un titolo che prevede l’esplorazione di un gigantesco complesso terroristico, farcito di nemici, oggetti e power up da scovare.
Fin qui tutto bene: il problema è stato posto da un utente di NeoGAF, tale Coins, il quale apre un topic sul forum del sito e chiede gentilmente: Should we boycott Shadow Complex? (Dovremmo boicottare Shadow Complex ?). La motivazione è interessante: il gioco è ambientato nell’universo creato dallo scrittore Orson Scott Card per il suo romanzo Empire; il problema è che Card è un “notorius homophobe” ed è presidente (chairman) della “National Organization for Marriage”, un ente il cui obbiettivo è prevenire la legalizzazione dei matrimoni omosessuali negli Stati Uniti.
A questo punti la spia rossa “situazione moralmente ambigua” si accende nella ma testa e incomincio a navigare nella rete, cercando informazioni. Per fortuna c’è Wikipedia che tiene una buona dose di citazioni di Orson Scott Card e dopo un’attenta lettura viene la conferma: Orson Scott Card tiene una posizione alquanto radicale riguardo agli omosessuali e all’omosessualità in generale e si, è apertamente contrario alla legalizzazione dei matrimoni gay (per ulteriori appfondimenti, vi rimando alla pagina http://en.wikipedia.org/wiki/Orson_Scott_Card).
A questo punto due considerazioni fanno capolino nella mia testa: primo, dopo aver finito il gioco, divento conscio del fatto che il titolo in questione non porta avanti alcun messaggio anti-gay; secondo: riesco a confermare che Card dà soltanto i diritti ad usare come background il suo libro Empire, non scrive la sceneggiatura del videogioco (affidata a Peter David), ne tanto meno prende parte alla programmazione di SC, confermando l’ipotesi che la sua presenza è soltanto marginale.
Ora che abbiamo appurato tutto questo, esistono gli estremi per continuare a portare avanti l’ipotesi del boicottaggio ? Si, affermando in molti, i quali giustificano la loro posizione affermando che nonostante tutto ciò, Card riceverà comunque un tornaconto economico, anche se minino, dalle vendite del gioco, e i boicottatori non ci stanno proprio a supportare l’autore e le sue battaglie reazionarie.
Qui allora si entra in un campo minato in cui ciascuno può posare la propria bomba. Personalmente non penso che un boicottaggio collettivo sia proponibile, anche perché danneggerebbe i creatori primi del gioco (che a parte tutte le polemiche, rimare meraviglioso); anche se sono ben conscio che per alcune persone dividere il Card artista dal Card reazionario è impossibile, non posso giustificare una presa di posizione collettiva a causa della grande distanza che divide Card dal materiale prodotto, essendo anche ben conscio del fatto che, incluso nel prezzo, è presente il mio contributo all’inclusione di SC in un universo già definito e calibrato.
Comunque sia, indipendentemente dalle proprie opinioni personali, questo episodio è importante (e si distanzia da una natura prettamente polemica) poiché dimostra, come detto in precedenza, che i videogiochi non sono più “roba da bambini”, oppure insignificanti passatempi ma sono un efficace vettore di contenuti e di punti di vista, nonché un campo di battaglia molto efficace per mettere alla prova le nostre convinzioni e i nostri pensieri. Sempre dopo la schermata di caricamento.