On-line

11 febbraio 2007 Gianluca Sabato Nessun commento

Penso che avrete certamente notato che il nostro blog è rimasto offline per quasi una settimana. Innanzitutto, vorrei porgere le mie scuse a quei pochi assidui frequentatori del sito, i quali, magari, sono rimasti delusi e sconcertati da questo periodo di down. A mio o nostro favore posso aggiungere che il disservizio è stato causato dalla necessità di aggiornare il sistema operativo del server sul quale è ospitato il blog, il quale aggiornamento ha appunto impedito agli utenti di raggiungere il bog. Inoltre, data la natura imprevista e prioritaria di questo aggiornamento, ci è stato impossibile darvi una tempestiva comunicazione degli imminenti lavori. Spero comunque che sia tutto risolto e di non aver perso la vostra fiducia.

Oggi nessun aggiornamento letterario, non me ne vogliano i miei scrittori o i lettori: questo vuole essere un momento di sfogo, di incontro e di comunicazione. Era da tanto tempo che non mi prendevo una pausa e mi fermavo a guardare con attenzione il blog e a scrivere un pensiero, così, semplice e disinteressato, su queste pagine. In questi giorni sto studiando le statisiche del blog e sembrano essere non troppo promettenti, certo, non sono del tutto scoraggianti, però fanno riflettere. Ho pensato molte volte a cosa potesse mancare a questo blog per decollare e forse sono giunto ad una conclusione: manca lo spirito della comunità. Nonostante numerose (sempre però nei nostri limiti) persone visitino il bog, in pochi lasciano un commento o scrivono un loro pensiero nel forum. Se invece ciò accadesse, in un breve periodo i visitatori diverrebbero sempre di più, si crerebbe una grande famiglia e si darebbe la possibilità a sempre più giovani di vedere le loro opere pubblicate e tutelate da una licenza. Quindi, per fare tutto ciò, ci si deve impegnare, impegnare a fare un passaparola generale per far conoscere questo blog, unico nel suo genere, e a partecipare attivamente alla comunità, non anteponendo false maschere di ipocrisia.

Che dire altro… nulla. Già ho come l’impressione che questo mio intervento sia un po’ confusionario e poco organico, ma fa niente. Me lo perdonerete per una volta, vero?

Gianluca Sabato

 

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Cuore Altrove

31 gennaio 2007 Giacomo Ottobre 4 commenti

Oggi aggiorno il blog, che è sempre più visitato ma ancora poco commentato (coraggio, datevi da fare xD), con un’altra poesia del nostro Giacomo, sperando di poter pubblicare, nel mese di febbraio, qualche intervento di Alessia (ci manca, vero?). L’odierno componimento, dall’esplicativo titolo di “Cuore altrove” vuole forse essere una profonda analisi introspettiva dell’animo di ognuno di noi, dell’animo del poeta, che forse ha subito una delusione in amore, ed ora la ricorda senza sosta, ebro di quelle gioie passate. Il tempo passa, scorre inesorabile, e lo ferisce nel profondo, nella sua più intima anima; grandiose e sublimi fantasie invadono la sua mente, mondi nuovi e impensati si aprono nel suo petto, poiché il suo cuore è altrove. PEnso che possano bastare queste mie parole, forse solo retoriche o anche piene di significato. A voi la decisione. Stretta la foglia, larga la via, dite la vostra che ho detto la mia! 

Gianluca Sabato

A cura di: Giacomo Ottobre

Ricordi che volano,
logorano, feriscono
e segnano la fugace esistenza.
Stagioni che passano veloci
incuranti del mondo.
Così ripenso a me che,
in un’ incessante susseguirsi di sfide e pericoli,
malvagi peccati e ipocrite promesse,
vivo lontano
intrappolato all’ interno di un’ assurda consapevolezza
che affascina.
Cado in fantasie che
vivaci e bizzarre
in me si rincorrono
e mi confondono,
mi distraggono.
Strane e impossibili ideologie
che mi restituiscono mondi sublimi.
Mi perdo,
abbandonato da forze e speranze,
e annego
tra i miei dubbi e riflessioni
di una vita senza amore e ragione.
Io col cuore in tempesta fuggo,
da una beffarda realtà,
io col cuore altrove scruto e piango.

 

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Il Dispensiere di Gioia – II Parte

Secondo aggiornamento di oggi. Quando troppo e quando niente, potreste dire. Lo so, e non vi posso dare torto, ma vi posso chiedere un po’ di comprensione. Oggi, per la vostra delizia, o almeno spero che così sia, vi porto la seconda parte della novella scritta da me. Sperando che abbiate apprezzato il capitolo precedente, la parte di oggi vuole proporvi un itinerario più approfondito nella psicologia del protagonista, che comincia ad aprire interessanti spaccati sulla psiche umana. Data l’ora (le 22:33) che altro dirvi? Leggete e commentate!!!

Gianluca Sabato

 

A cura di: Gianluca Sabato 

Un tonfo, un rumore sordo… sì, un rumore di ossa sul duro. I suoi occhietti si fecero più fini, era irritato, le sue riflessioni paranoiche erano state interrotte. Di certo colui che era andato a sbattere contro di lui non aveva nessuna colpa, anche lui era in preda ad una profonda riflessione sul suo io interiore. “Ma che fai?” sbottò il pover’uomo. “Ciao Aldo, ma ti sembra modo di reagire?”. Già, Aldo era il suo nome. Ed anche questo era un suo cruccio. Non se l’era mai spiegato, non riusciva a trovare una ragione al fatto che quel suo nome contribuisse a far pensare alla gente quello che lui voleva, in questi ultimi anni, che non fosse pensato. “Aldo, allora, capisco che sei, come sempre, irritato, ma dimostrare un minimo di rispetto per un tuo vecchio amico, no, eh?”. Come risposta ebbe solo uno sbuffo. L’uomo con cui si era scontrato era Ernesto, artista di strada. Ormai da parecchi anni soleva fermarsi lì, davanti al luogo di lavoro di Aldo. Più o meno faceva la sua comparsa verso le dieci, poi una piccola pausa, un panino imbottito comprato al bar di Oronzo e una bella cedrata fresca, poi rimetteva su baracca e burattini. Ad Ernesto piaceva molto il suo lavoro, si sentiva in pace con se stesso quando si metteva lì, in quella piazza, apriva le sue custodie, lucidava tutti gli ottoni e suonava le più belle canzoni; no, non aveva bisogno di spartiti, lui aveva la musica nel cuore. Prosegui la lettura…

Categorie:Prosa Tag:

Re-Powered

Oggi ritorno un questo breve aggiornamento. Sono qui per comunicarvi, con mio grande rammarico, che in questo mese non è stato possibbile aggiornare il blog a causa di alcuni problemi che ho avuto con la mia linea ADSL. Ad oggi, sembra essersi tutto risolto, quindi gli aggiornamenti dovrebbero diventare più frequenti. Sperando di non avervi deluso, mi congedo.

Gianluca Sabato

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Blog Rules

Cari utenti, oggi, per ora, almeno, non vi porto nessun aggiornamento letterario, ma sono qui per comunicarvi una decisione che abbiamo preso nell’ambito della politica interna del blog. Fin ad ora, come voi sapete, per poter scrivere un commento era necessario registrarsi. Bene, con le nuove impostazioni, verrà lasciata la possibilità, a chi ne ha voglia, di registrarsi mentre gli altri utenti potranno postare senza registrazione. Rimane comunque il fatto, per ora invariato, che i commenti necessiteranno della moderazione prima di essere pubblicati quindi, se scrivete qualcosa e non vedete che appare subito, non inviate più e più volte il commento, ma attendete che un membro dello staff lo approvi. E con questo è tutto, per ora.

Gianluca Sabato

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Notte

1 gennaio 2007 Giacomo Ottobre 1 commento

Ed eccomi qui con un nuovo aggiornamento per questo blog, che sta piano piano crescendo. Ci auguriamo che questo 2007 possa essere ricco di belle sorprese per me, per noi, per il sito e per l’intero staff; che possa essere un anno ricco di pubblicazioni, di commenti e di messaggi; un anno in cui questa comunità possa crescere ed espandersi, raccogliere nuovi collaboratori e diventare un punto di riferimento per la scena letteraria giovanile italiana. Ma che sia anche uno splendido anno per voi, un anno che vi permetta di rilassarvi leggendo le nostre produzioni, un anno felice per la vostra famiglia, un anno ricco di gioie e di pochi dolori (purtroppo quelli non mancano mai). Dunque uno splendido 2007 per tutti!!! Prima di introdurre l’odierna pubblicazione, vi informo che è stato cambiato il logo del blog e che quello nuovo è stato realizzato da Giulio, un collaboratore del nostro sito. Bene, ora, qui sulla destra, trovate un nuovo sondaggio in cui potrete votare il nostro nuovo logo. Fateci sapere se vi piace!!!
Dunque, in questa notte stellata, velata dalla nebbiolina invernale e dal fumo prodotto dai petardi, vi propongo una poesia in tema con l’atmosfera notturna, ma non in tema col clima di festa. In questo componimento si associa la notte, splendida dama e signora delle ombre, con la morte, inevitabile e quasi invincibile. Ecco, questo contrasto, questa poesia così triste in una notte così allegra, vuole essere un ennesimo spunto per una più attenta e profonda riflessione sulla vita. Concludo invitandovi a leggere il testo con molta attenzione e a non farvi sviare dalla sua brevità. La poesia è a cura di Giacomo, ed è una sua produzione del primo anno di Liceo. Buona lettura ed ancora Buon Anno!!!

Gianluca Sabato

A cura di: Giacomo Ottobre

Triste e oscura
viene giù,
lenta e silenziosa.
Nulla ti contrasta,
nulla s’ è da fare contro di te.
Intanto muore
quel sogno chiamato vita.

Categorie:Poesie Tag:

La Città Lacustre

23 dicembre 2006 Gianluca Sabato Nessun commento

Un’altra mia produzione. Quando troppo e quando niente vero? Che ci posso fare, la vita è così!!! Bhe, devo purtroppo notare che la frequenza di aggiornamento del blog è diventata quasi settimanale, ma non penso che questo sia un problema… basta che non vada oltre. Ma bando alle ciance: oggi, dunque, vi porto una sorta di regalo di Natale, anche se un po’ in anticipo. Una descrizione di una ipotetica ed immaginaria città costruita in simbiosi con l’acqua, uno spettacolo incredibile, mozzafiato, stupefacente, descrizione di ampio respiro di un paesaggio fantasy, ricco in magia e in natura. Questo testo è un mio vecchio elaborato risalente al 2003/2004. Quindi, perdonatemi alcune imperfezioni stilistiche che ormai non commetto più (perché ne faccio di peggiori). Basta con l’auto-adulazione. Buona lettura!!!

Gianluca Sabato

 

A cura di: Gianluca Sabato

Quel grattacielo della città lacustre, che si stagliava alto nel cielo, disegnava perfettamente le origini di questo paesaggio misto di fiumi tortuosi che si perdevano in voragini per uscire in grandi gorghi e poi giù in picchiata, per schiantarsi sulle rocce appuntite del letto del fiume; i palazzi, costruiti in simbiosi con la natura, con l’elemento acqua, con gli spiriti idrovori che vivevano felici in queste acque e quasi accarezzavano, con mano gentile, queste costruzioni che da secoli erano sospese tra cielo e terra. Oltre il promontorio, ove si perdevano i figli di Nettuno, troviamo un’ampia pianura acquitrinosa, in contrasto con le alte vette slanciate verso l’alto e rigate da prorompenti, ma dolci lacrime. Il terreno acquitrinoso pareva quasi una spugna che avesse assorbito, nel corso dei secoli, le acque di tutta la regione e che avesse raccolto i resti di una foresta abbattuta molto tempo prima. Le canne crescevano alte ed erano mosse dal vento come fili d’oro sospinti dal dolce soffio di Eolo che le faceva ondeggiare nell’aere limpido e terso, screziato solamente dall’odore di marcio e putrefatto della vicina palude. Era chiamata la Palude dei Secoli, perché si diceva che esistesse fin dalla notte dei tempi con tutti i suoi animali e folletti che l’abitavano sotto il pelo di quelle acque di un color marroncino con delle sfumature di verde, miste a fango e a resti di piante in decomposizione. Essa tuttavia destava curiosità nelle persone tant’è che in molti si avventuravano in quelle acque, che si estendevano per miglia e miglia arrivando, forse, in capo al mondo, e molti di questi non tornarono più, forse rapiti dai gremlin lacustri. Ritornando alla città, era composta da tortuose stradine che si innestavano le une nelle altre perdendosi in mille vicoli, quasi incorniciassero le case, per poi riunirsi tutti nella piazza principale dove era posta la sontuosa statua del fondatore della città: un uomo imponente, barbuto e pelato (o così lo rappresentava il suo alter ego di marmo). Prosegui la lettura…

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Il Dispensiere di Gioia – I Parte

12 dicembre 2006 Gianluca Sabato Nessun commento

Come potete vedere, non ho potuto rispettare la data di pubblicazione di questo aggiornamento, he avevo previsto per qualche giorno fa, ma come detto nel mio precedente intervento questi ritardi sono dovuti a cause di forza maggiore. Ma torniamo a noi, non voglio tediarvi ulteriormente. Oggi, fresca fresca per voi, la prima parte di una novella scritta da me. Sì, Signori e Signore, finalmente un mio elaborato. Non so se sarà all’altezza di quelli dei miei colleghi ed amici, ma spero che almeno sia un po’ di vostro gradimento. Non vado oltre con la presentazione, dato che è un mio lavoro e non voglio auto-lodarmi. Vi chiedo solo una cosa: commentate, commentate, commenate!!!

Gianluca Sabato

A cura di: Gianluca Sabato

Il rumore di una locomotiva in lontananza, il forte stridio del metallo contro il metallo. Nuvoloni nerastri e fuligginosi si alzavano nel terso cielo di campagna. Era mezzogiorno e l’espresso inter-regionale percorreva le campagne del Salento, i suoi territori impregnati di storia e di fatica. Andava veloce, veloce come il vento che soffiava sovente, dispettoso, in quelle aride lande. Tanti vetri sporchi, unti, coperti dalla polvere. Dietro a queste semiopache barriere si potevano scorgere i volti dei passeggeri, di coloro che avevano affidato la propria anima a quella creatura dal cuore di fuoco. Voci, tante voci, udibili anche dall’esterno, dagli uccelli che, volando bassi, accompagnavano il treno nel suo lungo cammino. Voci e parole che poi sarebbero state portate, da quelle creature alate, fino nei più reconditi angoli del mondo. Prosegui la lettura…

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Video, video, video…

5 dicembre 2006 Gianluca Sabato 1 commento

Un saluto a tutti i visitatori!!! Oggi torno con un aggiornamento e domani dovrei tornare con un altro, ma non vi assicuro niente e sapete perché. Bhe, potrete notare che ho abbandonato il “noi” e sono passato all’”io” anche perché qui le comunicazioni tecniche le faccio solo io xD. Dunque, oggi un aggiornamento un po’ insolito, dato che pubblico un video.

Voglio però premettere un paio di cose, per evitare di essere frainteso come nei commenti di google video. Dunque il filmato è stato realizzato da me su commissione di un professore della mia scuola e l’ho dovuto realizzare nel giro di pochissimo tempo, davvero molto poco, quindi, pressato anche dai normali impegni scolastici, mi sono dovuto adattare, per le riprese, ad utilizzare la mia vecchia e scassata videocamera senza il cavalletto, dato che per fare riprese più professionali usando il cavalletto avrei necessitato di più del doppio del tempo rispetto a quello che ho impiegato io per fare queste riprese a mano libera. Quindi, vi prego di scusarmi della qualità, appunto, delle riprese stesse chiedendovi di apprezzare l’idea sulla base della quale è stato realizzato il filmato. Punto secondo, mi è stata contestata anche la colonna sonora da me scelta. Bhe, su questo c’è poco da dire: “De gustibus non disputandum est”. A molti altri le canzoni da me scelte sono piaciute e sono state considerate ben selezionate, per altri non “ci azzeccavano niente”: questo giudizio è, come detto, soggettivo, dato che ad alcuni piacciono alcuni generi musicali ed ad altri altri tipi di musica. Concludo dicendo che non ho pubblicato il video, nè sul blog nè su google video, per sentirmi dire “Bravo” “Bello” “Fatto bene”, ma solo per condividere la mia esperienza e le mie idee anche se poi la realizzazione non è stata eccelsa.

Grazie dell’attenzione,

Gianluca Sabato


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TRAVIAMENTO AMOROSO

26 novembre 2006 Giacomo Ottobre 4 commenti

Aggiornamenti meno frequenti, direte… me ne rammarico molto. Purtroppo la scuola chiama e non mi è possibile aggiornare ogni giorno come facevo un tempo. Spero, nel più profondo del mio cuore, di non avervi deluso e di non aver perso nessuno di voi visitatori. Per farmi perdonare di ciò e per riacchiappare, magari, qualcuno che si era allontanato, pubblico oggi una poesia, uno di una lunga serie di componimenti scritti da un mio amico, Giacomo Ottobre, poeta estinto, come usiamo chiamarlo, che sta risquotendo un discreto successo nell’ambito delle pubblicazioni scolastiche e a carattere locale. Spero proprio che questo palcoscenico “internazionale” gli possa essere d’aiuto per raggiungere obiettivi sempre più alti. Come è possibile desumere dal titolo, questa poesia si incentra su una esperienza d’amore di un individuo, che si perde in fitti boschi per trovare la sua amata che presto lo abbandonerà di nuovo, causando nel suo animo un profondo dolore. Un componimento moderno, certo, ma che recupera quella sensibilità ed apertura delle poesie più antiche, facendoci ritornare alla mente i ricordi di Catullo e della sua Lesbia, ben lontano dall’ermetismo e dalla ridondanza retorica. Una poesia molto bella dunque. Gustatevela e siate felici!!!


Gianluca Sabato

 

A cura di: Giacomo Ottobre

Perduto nei boschi più oscuri e ignoti,
che si estendono vasti e profondi
nella mia anima deserta,
tu, pensiero stupendo,
mi arricchisci e,
con la tua mano,
mi sostieni sicura.
Tu che sei l’ amore più semplice e bello,
che tacito s’ irradia in me
illuminando il cammino della mia vita,
infondimi i tuoi saldi principi
con parole risolute.
Quando m’ abbandona la folle ragione
Tu, allora, ti mostri e mi incuti paura,
mi confondi,
inebriandomi con i tuoi delicati aromi.
Tu, sole,
guidami da colei che è tutto,
in questo mondo astratto e corrotto;
lei che è la mia stessa vita e
fortifica ogni giorno il mio spirito ferito.
Amore che non ho mai avuto,
proteggimi dalle futilità terrene
e cantami nuove armonie.
Musa che paziente ho sempre atteso
giungi da me,
tuo servo morente e,
con un bacio,
fammi rinascere.

Categorie:Poesie Tag: